Ciao a tutti,
dopo settimane di evidente inattività, a causa delle mille cose da fare, tra famiglia, casa e lavoro, eccoci di nuovo a chiacchierare di birra.
Quest'oggi, più che di un resoconto più o meno dettagliato di una cotta, basata su una ricetta più o meno infetta, chi sa di cosa sto parlando capirà :), sarà una piccola nota sul diario.
Grazie al mio amico Marino, Mastro Andy sul forum della birra, che mi ha gentilmente fatto dono di ben 3 rizomi, per altrettante varietà di luppoli, ieri con il prezioso aiuto e le braccia forti ed esperte di mio padre, abbiamo piantato i nostri primi esemplari di humulus lupulus.
In particolare un americano Cascade, dagli aromi agrumati, ed i britannici ed erbacei East Kent Goldings e Fuggles.
Che dire, ce l'abbiamo messa tutta, terra, sabbia, letame :) speriamo che fioriscano.
Alla salute!
martedì 31 marzo 2015
martedì 17 febbraio 2015
Morettina In bottiglia
Domenica 15 febbraio siamo pronti ad imbottilgiare l'ultima fatica.
Trattandosi di una Weizen, prepariamo tutte bottiglie da 50 cl, faticosamente raccolte e soprattutto lavate dal baretto di fiducia.
La sequenza è la solita:
Sanitizziamo le bottiglie, questa volta usiamo il Chemipro, Metabisolfito addio! :)
travasiamo nel secondo fermentatore ed aggiungiamo 170 grammi di zucchero totali per poco meno di 19 litri finali, disciolti in acqua che facciamo bollire qer qualche minuto e raffreddiamo a bagnomaria.
Ci organizziamo io ed il socio Ing. Luppolo Sannita a procedere.
MaestroYogurt al riempimento e Luppolo alla tappatrice.
di seguito i dettagli:
Alla fine riusciamo a tirare fuori 35 bottiglie da 50 e 3 da 33 cl per gli assaggi, che saranno tenute ad una temperatura di circa 19/20 gradi per la carbonazione.
Questa volta decidicamo di conservare il fondo di lievito, per provare a riutilizzarlo una prossima volta.
Ripongo il vasetto in frigo per permettere alla lievito di compattarsi sul fondo per poi dividerlo dal mosto residuo, e passare al lavaggio.
Alla prossima!!
Trattandosi di una Weizen, prepariamo tutte bottiglie da 50 cl, faticosamente raccolte e soprattutto lavate dal baretto di fiducia.
La sequenza è la solita:
Sanitizziamo le bottiglie, questa volta usiamo il Chemipro, Metabisolfito addio! :)
travasiamo nel secondo fermentatore ed aggiungiamo 170 grammi di zucchero totali per poco meno di 19 litri finali, disciolti in acqua che facciamo bollire qer qualche minuto e raffreddiamo a bagnomaria.
Ci organizziamo io ed il socio Ing. Luppolo Sannita a procedere.
MaestroYogurt al riempimento e Luppolo alla tappatrice.
di seguito i dettagli:
Alla fine riusciamo a tirare fuori 35 bottiglie da 50 e 3 da 33 cl per gli assaggi, che saranno tenute ad una temperatura di circa 19/20 gradi per la carbonazione.
Questa volta decidicamo di conservare il fondo di lievito, per provare a riutilizzarlo una prossima volta.
Ripongo il vasetto in frigo per permettere alla lievito di compattarsi sul fondo per poi dividerlo dal mosto residuo, e passare al lavaggio.
Alla prossima!!
lunedì 2 febbraio 2015
Una morettina al di là del Reno
Ed eccoci finalmente, dopo settimane di pianificazioni, contestazioni, congetture, paure, dubbi, incertezze e perplessità, a brassare la nostra nuova birra All Grain, con metodo BIAB.
La scelta è ricaduta, vista anche l'esperienza della scorsa estate nel Sud Tirolo, su una Dunkel Weizen.
Uno stile brassicolo che differisce dalla più comune Weizen, per l'utilizzo di frumento maltato scuro, che conferisce un colore tipo tonaca di monaco ed una nota tostata abbastanza evidente.
La preparazione è iniziata sabato 31 gennaio, a quattro mani, essendo anche questa una cotta condivisa con l'Ing. Luppolo Sannita.
La domenica mattina abbiamo provveduto a macinare i grani, mentre l'acqua, nella pentola da 50 litri iniziava la rampa, alla volta dei 52 gradi.
Non facciamo acid rest, ma decidiamo di utilizzare il succo di un limone intero, e qualche goccia di acido lattico per abbassare il PH.
Versiamo i grani quando l'acqua arriva a 52 gradi, l'isteresi termica, che farà salire la temperatura di altri 2/3 gradi, compenserà la bassa temperatura a cui sono conservati i malti.
La sosta dura 15 minuti, durante i quali la pompa magnetica farà ricircolare l'acqua, per mantenere il più possibile uniforme la temperatura.
Il tempo di una chiacchiera e la prima sosta termina.
Aumentiamo a 67 gradi per una sosta di un'ora.
La pompa utilizzata per il ricircolo è collegata mediante tubi in silicone leggermente opachi, ma che danno subito l'evidenza del viraggio cromatico del mosto, dal beije torbido al marroncino, che sarà il colore definitivo ed atteso.
Ultima rampa verso i 78 gradi per 15 minuti e pesata di luppoli, 50 grammi di Hallertauer per la sola gittata a 60 minuti.
Archiviato anche il Mash Out andiamo di strizzata.
Questa volta siamo molto più attenti e meticolosi della scorsa volta, riuscendo ad estrarre dalla sacca una gran quantità di mosto intrappolato nelle trebbie.
E' il momento della bollitura, 60 minuti ancora di attesa, durante i quali prepariamo fermentatore e controflusso, che abbatterà la temperatura da quasi 100 gradi alla temperatura dell'acqua del pozzo, che è a circa 15 gradi.
Terminata la bollitura posizioniamo la pentola in alto, in modo da trasferire il mosto nel controflusso, e dal controflusso al fermentatore, tutto per caduta.
Data l'enorme quantità di proteine nel mosto, dovute senz'altro all'alta percentuale di frumento maltato, il flusso del mosto è lentissimo, decidicamo quindi di usare la collaudatissima pompa a trascinamento magnetico.
Nel giro di pochi minuti 20 litri di mosto passano nel fermentatore ad una temperatura di 15/16 gradi.
L'efficienza del controflusso è davvero notevole, complici anche le basse temperature stagionali.
Ossigeniamo, con la collaudata paletta per trapano, ed inoculiamo il lievito WB06 della Fermentis.
Ciao a tutti ed alla prossima esperienza casalingo brassicola!
La scelta è ricaduta, vista anche l'esperienza della scorsa estate nel Sud Tirolo, su una Dunkel Weizen.
Uno stile brassicolo che differisce dalla più comune Weizen, per l'utilizzo di frumento maltato scuro, che conferisce un colore tipo tonaca di monaco ed una nota tostata abbastanza evidente.
La preparazione è iniziata sabato 31 gennaio, a quattro mani, essendo anche questa una cotta condivisa con l'Ing. Luppolo Sannita.
La domenica mattina abbiamo provveduto a macinare i grani, mentre l'acqua, nella pentola da 50 litri iniziava la rampa, alla volta dei 52 gradi.
Non facciamo acid rest, ma decidiamo di utilizzare il succo di un limone intero, e qualche goccia di acido lattico per abbassare il PH.
Versiamo i grani quando l'acqua arriva a 52 gradi, l'isteresi termica, che farà salire la temperatura di altri 2/3 gradi, compenserà la bassa temperatura a cui sono conservati i malti.
La sosta dura 15 minuti, durante i quali la pompa magnetica farà ricircolare l'acqua, per mantenere il più possibile uniforme la temperatura.
Il tempo di una chiacchiera e la prima sosta termina.
Aumentiamo a 67 gradi per una sosta di un'ora.
La pompa utilizzata per il ricircolo è collegata mediante tubi in silicone leggermente opachi, ma che danno subito l'evidenza del viraggio cromatico del mosto, dal beije torbido al marroncino, che sarà il colore definitivo ed atteso.
Ultima rampa verso i 78 gradi per 15 minuti e pesata di luppoli, 50 grammi di Hallertauer per la sola gittata a 60 minuti.
Archiviato anche il Mash Out andiamo di strizzata.
Questa volta siamo molto più attenti e meticolosi della scorsa volta, riuscendo ad estrarre dalla sacca una gran quantità di mosto intrappolato nelle trebbie.
E' il momento della bollitura, 60 minuti ancora di attesa, durante i quali prepariamo fermentatore e controflusso, che abbatterà la temperatura da quasi 100 gradi alla temperatura dell'acqua del pozzo, che è a circa 15 gradi.
Terminata la bollitura posizioniamo la pentola in alto, in modo da trasferire il mosto nel controflusso, e dal controflusso al fermentatore, tutto per caduta.
Data l'enorme quantità di proteine nel mosto, dovute senz'altro all'alta percentuale di frumento maltato, il flusso del mosto è lentissimo, decidicamo quindi di usare la collaudatissima pompa a trascinamento magnetico.
Nel giro di pochi minuti 20 litri di mosto passano nel fermentatore ad una temperatura di 15/16 gradi.
L'efficienza del controflusso è davvero notevole, complici anche le basse temperature stagionali.
Ossigeniamo, con la collaudata paletta per trapano, ed inoculiamo il lievito WB06 della Fermentis.
Ciao a tutti ed alla prossima esperienza casalingo brassicola!
domenica 14 dicembre 2014
A Baltic Novel
Ed eccoci finalmente all'etichettatura ed all'assaggio della Baltic Porter.
Il nome che gli abbiamo dato è "A Baltic Novel", ad indicare una fiaba baltica, che seppure sia stata ricca di colpi di scena, finalmente si è conclusa con un lieto fine.
Per lo stile dell'etichetta abbiamo optato per qualcosa di minimale, in nero su fondo colorato.
Il colore scelto per lo sfondo è stato l'azzurro, con l'unica parte grafica costituita dal triplo corno di Odino, unito alle consuete informazioni che non possono mancare in una birra brassata in casa.
E' stato prodotto anche un codice QR che riporta a questo blog ed alla pagina FB di Luppolo Sannita Homebrew.
Ed ecco la creatura insieme alle sue sorelle:
Come si vede dalla foto, ormai le scorte iniziano a scarseggiare, quindi al più presto bisogna birrificare :)
Ma andiamo all'assaggio, come si vede dalla foto, è di un marrone carico, la schiuma non è molta, ma c'è ed ha una media persistenza.
Siamo molto soddisfatti da come si presenta dal punto di vista visivo, cercavamo una birra scura, ma non tanto quanto la sua sorella Inglese, cercavamo una schiuma presente ma non invadente, che rispecchiasse l'effetto stile pompa inglese, e c'è.. botta di cu..ehm fortuna :) può darsi, fatto sta, che data la FG di 1026, per il priming, abbiamo deciso di usare solo 2 grammi di zucchero per litro, la scelta è stata azzeccatissima.
Al naso, al primo impatto la botta di alcol, 8.4 gradi, è imponente, per poi lasciare spazio a note tostate, di cioccolato e caramellato.
Il corpo è medio, l'amaro presente ma non invadente.
Insomma, direi che con ancora un po' di mesi di maturazione, se non finisce prima, sarà ancora meglio.
Alla prossima!!
Il nome che gli abbiamo dato è "A Baltic Novel", ad indicare una fiaba baltica, che seppure sia stata ricca di colpi di scena, finalmente si è conclusa con un lieto fine.
Il colore scelto per lo sfondo è stato l'azzurro, con l'unica parte grafica costituita dal triplo corno di Odino, unito alle consuete informazioni che non possono mancare in una birra brassata in casa.
E' stato prodotto anche un codice QR che riporta a questo blog ed alla pagina FB di Luppolo Sannita Homebrew.
Ed ecco la creatura insieme alle sue sorelle:
Come si vede dalla foto, ormai le scorte iniziano a scarseggiare, quindi al più presto bisogna birrificare :)
Ma andiamo all'assaggio, come si vede dalla foto, è di un marrone carico, la schiuma non è molta, ma c'è ed ha una media persistenza.
Siamo molto soddisfatti da come si presenta dal punto di vista visivo, cercavamo una birra scura, ma non tanto quanto la sua sorella Inglese, cercavamo una schiuma presente ma non invadente, che rispecchiasse l'effetto stile pompa inglese, e c'è.. botta di cu..ehm fortuna :) può darsi, fatto sta, che data la FG di 1026, per il priming, abbiamo deciso di usare solo 2 grammi di zucchero per litro, la scelta è stata azzeccatissima.
Al naso, al primo impatto la botta di alcol, 8.4 gradi, è imponente, per poi lasciare spazio a note tostate, di cioccolato e caramellato.
Il corpo è medio, l'amaro presente ma non invadente.
Insomma, direi che con ancora un po' di mesi di maturazione, se non finisce prima, sarà ancora meglio.
Alla prossima!!
lunedì 20 ottobre 2014
Quella maledetta Porter finalmente imbottigliata
Eccoci..
finalmente dopo settimane di patimenti la Baltic Porter è stata imbottilgiata.
Data la FG alta, sebbene le Ales inglesi richiedano sui 4/4,5 grammi al litro, abbiamo optato per una quantità più bassa, pari a 2,5.
In questo modo, con una lunga maturazione, prevediamo una carbonazione in linea con lo stile, data dal parziale smaltimento dello zucchero residuo.
ecco le bottiglie pronte per lo stoccaggio:
in totale sono 40, di cui 4 da 25cl, le restanti da 33cl.
Ci aggiorniamo tra un mesetto per un assaggio preliminare.
finalmente dopo settimane di patimenti la Baltic Porter è stata imbottilgiata.
Data la FG alta, sebbene le Ales inglesi richiedano sui 4/4,5 grammi al litro, abbiamo optato per una quantità più bassa, pari a 2,5.
In questo modo, con una lunga maturazione, prevediamo una carbonazione in linea con lo stile, data dal parziale smaltimento dello zucchero residuo.
ecco le bottiglie pronte per lo stoccaggio:
in totale sono 40, di cui 4 da 25cl, le restanti da 33cl.
Ci aggiorniamo tra un mesetto per un assaggio preliminare.
lunedì 8 settembre 2014
Quella maledetta Porter
Finalmente ci siamo, dopo mesi di pianificazione, organizzazione, riorganizzazione e revisione della ricetta, siamo pronti a brassare la nostra Baltic Porter in BIAB!
Il modo migliore di brassare una buona birra è quello di farlo in concomitanza ad una bella braciata tra amici!
Tutto pronto, tutto organizzato, brace ok, altoforno per il ruoto di patate ok!
Ed ecco che iniziano i primo intoppi, il mulino rigorosamente autocostruito inizia ad incepparsi o a far passare i grani senza frantumarli.
Con tanta, e soprattutto santa, pazienza il signor "Luppolo Sannita", mio socio in affari brassicoli, si mette all'opera per trovare la giusta regolazione.
Iniziamo a scaldare l'acqua ed ecco che il secondo problema si presenta.
Il fornellone inizia a fare i capricci, allora decidiamo di utilizzare l'altro fornello, più piccolo ma nuovo e funzionante. Ci spostiamo dentro e, raggiunta la temperatura di mash in, inseriamo i malti nella sacca.
Fin quì tutto ok, Mash in, monostep all'inglese 66°, mash out.
Pesiamo i luppoli.
Estraiamo la sacca per la "strizzata".
E' pesantissima, 9 chili di malti bagnati sono tanti! Tanti e pesanti!
Andiamo in bollitura, 3 gittate di luppolo e via.
Montiamo tutto per il raffreddamento con il controflusso.
Parte il raffreddamento, tutto ok, solo che alla fine, dei previsti 23 litri a 1085 di densità iniziale, ne abbiamo solo 15 a densità di 1088.
Peccato, anche perché poi ci accorgiamo che nella bacinella in cui avevamo lasciato la sacca, altro mosto, presente nelle trebbie, è sceso, ma ormai era perso, diciamo un altro litrozzo :(
Mi sa che la prossima volta che decidiamo di brassare una birra con una OG così alta, toccherà modificare i conti, o passare ad all grain classica.
E' tutta esperienza.
Ad ogni modo inoculiamo il lievito, rigorosamente Mandrake per basse fermentazioni, e posizioniamo il fermentatore in frigo, con l'STC 1000 impostato a 10°.
Staremo a vedere.
AGGIORNAMENTO 13/09/2014
Travaso effettuato, e dei 15 litri iniziali, tolta la fondazza ne sono rimasti poco più di 13.
Poca ma buona :) !!
AGGIORNAMENTO 1/10/2014
Dopo aver atteso pazientemente che la fermentazione continuasse dopo il primo travaso, il giorno 28 settembre misuro la densità, prevedendo l'imbottigliamento durante la settimana successiva, e lì la sorpesa:
Densità ferma a 1070, meno di 20 punti in meno rispetto a quella di partenza.
Dopo giorni di travaglio, ipotesi e congetture, il martedì successivo ci decidiamo a tentare il tutto per tutto e staccare la spina del frigo controllato per fargli guadagnare la temperatura ambiente, così da inoculare altro lievito, questa volta, fuori stile a parte, ad alta fermentazione.
Ossigeniamo, confidando che l'elevata densità ancora da essere lavorata dal lievito, scongiuri il rischio di ossidazione, ed impostiamo la temperatura del frigo a 18°, e meraviglia delle meraviglie, l'indomani sera il gorgogliatore vagisce che un piacere, fermentazione ripartita, ottimo profumo, mai sentito durante la prima fase, e crosta al di sopra del livello del mosto, alto sui 2 cm.
Staremo a vedere
AGGIORNAMENTO 13/10/2014
Travaso effettuato.
SG di 1026.
Alcol intenso al naso, sentori di tostato, cioccolato e caffè.
Promette benissimo, nonostante i problemi con il primo lievito inoculato.
Speriamo di imbottigliare, finalmente, il prossimo fine settimana.
Il modo migliore di brassare una buona birra è quello di farlo in concomitanza ad una bella braciata tra amici!
Tutto pronto, tutto organizzato, brace ok, altoforno per il ruoto di patate ok!
Ed ecco che iniziano i primo intoppi, il mulino rigorosamente autocostruito inizia ad incepparsi o a far passare i grani senza frantumarli.
Con tanta, e soprattutto santa, pazienza il signor "Luppolo Sannita", mio socio in affari brassicoli, si mette all'opera per trovare la giusta regolazione.
Iniziamo a scaldare l'acqua ed ecco che il secondo problema si presenta.
Il fornellone inizia a fare i capricci, allora decidiamo di utilizzare l'altro fornello, più piccolo ma nuovo e funzionante. Ci spostiamo dentro e, raggiunta la temperatura di mash in, inseriamo i malti nella sacca.
Fin quì tutto ok, Mash in, monostep all'inglese 66°, mash out.
Pesiamo i luppoli.
Estraiamo la sacca per la "strizzata".
E' pesantissima, 9 chili di malti bagnati sono tanti! Tanti e pesanti!
Andiamo in bollitura, 3 gittate di luppolo e via.
Montiamo tutto per il raffreddamento con il controflusso.
Parte il raffreddamento, tutto ok, solo che alla fine, dei previsti 23 litri a 1085 di densità iniziale, ne abbiamo solo 15 a densità di 1088.
Peccato, anche perché poi ci accorgiamo che nella bacinella in cui avevamo lasciato la sacca, altro mosto, presente nelle trebbie, è sceso, ma ormai era perso, diciamo un altro litrozzo :(
Mi sa che la prossima volta che decidiamo di brassare una birra con una OG così alta, toccherà modificare i conti, o passare ad all grain classica.
E' tutta esperienza.
Ad ogni modo inoculiamo il lievito, rigorosamente Mandrake per basse fermentazioni, e posizioniamo il fermentatore in frigo, con l'STC 1000 impostato a 10°.
Staremo a vedere.
AGGIORNAMENTO 13/09/2014
Travaso effettuato, e dei 15 litri iniziali, tolta la fondazza ne sono rimasti poco più di 13.
Poca ma buona :) !!
AGGIORNAMENTO 1/10/2014
Dopo aver atteso pazientemente che la fermentazione continuasse dopo il primo travaso, il giorno 28 settembre misuro la densità, prevedendo l'imbottigliamento durante la settimana successiva, e lì la sorpesa:
Densità ferma a 1070, meno di 20 punti in meno rispetto a quella di partenza.
Dopo giorni di travaglio, ipotesi e congetture, il martedì successivo ci decidiamo a tentare il tutto per tutto e staccare la spina del frigo controllato per fargli guadagnare la temperatura ambiente, così da inoculare altro lievito, questa volta, fuori stile a parte, ad alta fermentazione.
Ossigeniamo, confidando che l'elevata densità ancora da essere lavorata dal lievito, scongiuri il rischio di ossidazione, ed impostiamo la temperatura del frigo a 18°, e meraviglia delle meraviglie, l'indomani sera il gorgogliatore vagisce che un piacere, fermentazione ripartita, ottimo profumo, mai sentito durante la prima fase, e crosta al di sopra del livello del mosto, alto sui 2 cm.
Staremo a vedere
AGGIORNAMENTO 13/10/2014
Travaso effettuato.
SG di 1026.
Alcol intenso al naso, sentori di tostato, cioccolato e caffè.
Promette benissimo, nonostante i problemi con il primo lievito inoculato.
Speriamo di imbottigliare, finalmente, il prossimo fine settimana.
martedì 2 settembre 2014
Assaggio Taj - India Pale Ale
L'assaggio ufficiale della Taj, birra in stile India Pale Ale, ha superato tutte le aspettative.
Il luppolo EKG in Dry Hopping, seppure in quantità modesta, ha conferito alla birra un profumo molto intenso e cratteristico.
Il corpo è medio, la carbonatazione è moderata, la schiuma densa e persistente.
L'amaro è presente, ma non troppo invadente. Si bilancerà ancora meglio con la maturazione.. spero che arrivi a Natale per regalarne qualche bottiglia :)
Il colore, come si evince dalla foto, tende al ramato scuro.
Alla prossima!
Il luppolo EKG in Dry Hopping, seppure in quantità modesta, ha conferito alla birra un profumo molto intenso e cratteristico.
Il corpo è medio, la carbonatazione è moderata, la schiuma densa e persistente.
L'amaro è presente, ma non troppo invadente. Si bilancerà ancora meglio con la maturazione.. spero che arrivi a Natale per regalarne qualche bottiglia :)
Il colore, come si evince dalla foto, tende al ramato scuro.
Alla prossima!
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